Vuoi che organizziamo per te una visita guidata a Ragusa Ibla?
Contattami via whatsapp:
Vincenzo +393201953795
o inviami una email a info@acquaduci.it
collaboriamo con le migliori guide turistiche della provincia di Ragusa e Siracusa.
La guida viene eseguita in lingua Inglese o Italiano
Distanza da Acquaduci Pozzallo
clicca sul link google map per avviare la navigazione: https://maps.app.goo.gl/qG1bSm1hN6zgYwNy8
Dove Mangiare a Ragusa Ibla
Acquaduci non collabora con il ristorante sotto elencato, lo menzioniamo solo perrchè ci siamo stati noi ed abbiamo mangiato bene.
Risiu

Cosa vedere a Ragusa Ibla, città barocca
1 – Giardino Ibleo
Giardino Ibleo (o Villa Comunale), un grande parco verde che si affaccia sulla valle dell’Irminio. A volere la villa sono stati i frati Cappuccini ma sono poche le fonti che raccontano la storia del giardino. Dai documenti, per lo più fonti orali raccolte tra anziani cittadini, si ricorda che la costruzione risale al 1858 e è da attribuire a tre facoltosi notabili e ai cittadini ragusani che offrirono la loro manodopera gratuitamente.
Il giardino è il più antico di Ragusa, si estende per oltre 15 mila metri quadrati ed è caratterizzato dalla presenza di importanti piante mediterranee ma non mancano alcuni esemplari esotici come i cedri del Libano e l’albero del pepe.
Un aspetto unico di questo parco è la componente architettonica, tra le piante infatti è possibile scorgere tre chiese: la chiesa di San Vincenzo Ferrari, la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini.
La chiesa di San Giacomo si fa risalire al Trecento, inizialmente costruita a tre navate dopo il terremoto del 1693 rimane solo quella centrale. Il prospetto, a tre ordini, è stato restaurato ad inizio Novecento. Il portale centrale è fiancheggiato da colonne corinzie su cui poggia un timpano.
La chiesa San Vincenzo Ferreri è caratterizzata da uno campanile decorato con delle maioliche. Oggi è un auditorium con un’affascinante interno decorato con altari con colonne tortili. La chiesa di Sant’Agata o dei Cappuccini è annessa al monastero al cui interno custodisce un magnifico chiostro


2 – Piazza Pola e chiesa di San Giuseppe
Proseguendo per via XXV aprile tra palazzi nobiliari e negozi si arriva a piazza Pola. Sulla piazza si affacciano la chiesa di San Giuseppe e il palazzo comunale che ospita la Direzione Municipale di Ibla.
Nel 1756 le monache Benedettine dell’adiacente monastero fecero edificare la mirabile chiesa di San Giuseppe occupando parte dello spazio che prima del terremoto del 1693 era occupato dalla chiesa di San Tommaso. I lavori durano quarant’anni e nonostante non si conosca il progettista è possibile ricondurre il progetto all’architetto Rosario Gagliardi o qualcuno dei suoi collaboratori.
Il prospetto si articola su tre ordini, il movimento convesso della facciata ricorda quella della vicina San Giorgio. Il primo ordine, scandito da quattro colonne, ospita il portale d’ingresso e quattro statue raffiguranti i Santi dell’ordine Benedettino: Santa Gertrude e Santa Scolastica. Ai lati del portone due piccole statue riproducono San Gregorio Magno e Sant’Agostino. L’ordine superiore riprende gli elementi architettonici di quello inferiore con due colonne che al loro centro ospitano un finestrone chiuso da una grata panciuta. Ai lati due grandi volute separano le colonne dalle statue di San Mauro e San Benedetto. Le colonne del secondo ordine reggono un timpano spezzato sopra il quale si trova la cella campanaria che ospita tre campane. Sulla più grande è raffigurato, in rilievo, San Giuseppe.
Ciò che colpisce dell’interno è la decorata pavimentazione: lastre di pietre nere e bianche dialogano con maioliche colorate per creare un pavimento molto particolare
Sia la volta che le pareti sono decorate con raffinati stucchi. Su un ovale dell’altare centrale è riprodotta la Sacra Famiglia. Il dipinto, opera del pittore Matteo Battaglia (1779), è anche conosciuto come la Madonna delle ciliegie perché raffigura la Madonna nell’atto di offrire a Gesù delle ciliegie.

3 – Circolo di conversazione
All’imbocco di via XXV aprile troviamo il celebre Circolo di conversazione. Voluto dai nobili ragusani come punto di ritrovo elegante e esclusivo, fu fatto costruire nel 1850.
Il prospetto in stile neoclassico si sviluppa su un piano e su di esso si aprono tre ingressi scanditi da paraste con capitelli dorici. Sopra le porte sono posti tre bassorilievi, nei due esterni sono scolpite delle sfingi alate, in quello centrale due donne che reggono un lampada.
In alto, sul cornicione, sopra la scritta Circolo di conversazione si trova una scultura: uno stemma con un’aquila, simbolo della città, decorato con dei festoni ed elementi floreali. Ai lati giacciono due leoni con sembianze umane e baffi. Gli ingressi del Circolo sono preceduti da una banchina usata per il passeggio dei nobili.

4 – Piazza e duomo di San Giorgio
Dalla piccola piazza della Repubblica in pochi minuti, attraversando il dedalo di viuzze che tesse Ibla, si arriva al cuore del quartiere: piazza Duomo.
Passando da via Capitano Bocchieri, strada che corre sul fianco della chiesa di San Giorgio, incontriamo Palazzo La Rocca. La strada era la più importante dell’antico abitato di Ragusa ed era conosciuta con il nome di Ciancata, perché pavimentata con basole bianche chiamate cianche. Il Palazzo fu edificato nel 1975 rimodulando vecchie case della famiglia La Rocca. A rendere interessante ed elegante il prospetto sono i sette balconi sorretti da maestosi cagnoli in pietra pece in cui sono raffigurate figure antropomorfe. Favolose sculture che raffigurano un flautista, un suonatore di liuto, una popolana che stringe un bimbo e alcuni puttini. Dall’ingresso si può intravedere l’atrio con la grande scalinata a due rampe realizzata in pietra pece.
Circondata da palazzi barocchi la piazza prende il nome dal Duomo di San Giorgio che svetta alto sui cinquataquattro gradini che formano la scalinata che lo precede. La chiesa madre della città si trovava altrove, vicino l’attuale Giardino ibleo dove oggi rimane solo il portale dell’antica struttura quattrocentesca.
Con il terremoto del 1693 la chiesa venne fortemente danneggiata ma continuò ad ospitare le funzioni religiose. Solo a metà del Settecento si decise di ricostruire il duomo scegliendo una posizione più centrale rispetto all’abitato che lentamente stava riprendendo forma dopo il sisma. Nel luogo scelto esisteva già la chiesa di San Nicola che venne distrutta per far posto al nuovo edificio di culto. Il 28 giugno del 1739, come segnala un lapide sul lato destro della scalinata, fu posta la prima pietra ma i lavori cominciarono solo cinque anni dopo a causa delle resistenze fatte dai procuratori della chiesa di San Nicola che tentarono, invano, di scongiurarne la distruzione.
Il progetto della nuova chiesa fu affidato a Rosario Gagliardi, architetto netino protagonista della ricostruzione barocca del Val di Noto. Il Duomo è probabilmente la sua opera migliore. Per sottolinearne l’imponenza fa costruire l’edificio su una grande scalinata e pone il prospetto in posizione obliqua rispetto alla piazza. Queste scelte rendono ancora più maestoso il prospetto e grazie al sapiente gioco di prospettiva la facciata non copre l’enorme cupola che può essere ammirata anche dalla piazza.
Il partito centrale del prospetto è leggermente convesso, questa caratteristica, insieme alle colonne libere, gli donano plasticità e un’armonica eleganza. Nel primo ordine si apre un grande portale ricco di fregi e di decorazioni, sulle porte lignee sono scolpiti sei riquadri che raccontano il martirio di San Giorgio. Nel secondo e terzo ordine due volute reggono due coppie di statue, in basso San Giorgio e San Giacomo, in alto San Pietro e San Paolo. La facciata a torre termina con una cuspide a bulbo posta sopra l’orologio. Sulla cuspide la data 1775 indica la fine dei lavori del prospetto che si conclusero con la posa delle campane.
La chiesa custodisce diverse tele dei più importanti pittori del settecento siciliano, un grande organo a canne e la statua di San Giorgio a cavallo che insieme alla cassa reliquiario vengono portate in processione durante la festa.


5 – I palazzi di piazza Duomo
Sulla piazza si affacciano favolosi palazzi. Tra i più interessanti c’è Palazzo Arezzo di Sanfilippo, un edificio risalente al 1500 ma che nei secoli ha subito numerose modifiche che ne hanno alterato l’aspetto originario. Nel Novecento, la parte centrale è stata completamente ricostruita aprendo una galleria in stile Liberty che mette in comunicazione la piazza con via Maria Paternò.
Pochi metri più giù il Palazzo Arezzo Veninata si apre su una piccola piazzetta dove zampilla una fontana. Il prospetto è abbellito con decorazioni floreali in stile Liberty, le ringhiere abbracciano una scalinata con gradini che si alzano ad anelli concentrici su una terrazza che conduce all’ingresso. Anche in questo caso la struttura risale a prima del terremoto del 1693 ma l’aspetto attuale risponde alle modifiche portate avanti nel corso dei secoli, l’ultima del secolo scorso.
Sul lato opposto Palazzo Maggiore e Palazzo Majorana hanno una storia simile ai due precedenti. Di proprietà della famiglia La Rocca Ingrassotta furono ceduti alla fine dell’Ottocento. L’attuale struttura risale al XX secolo quando furono ricostruiti e adattati allo stile degli altri edifici della piazza

La nostra OFFERTA
Acquaduci
- Ospiti: 4
- Dimensione: 60m²
- Vista: Terrazza con vista sul mare
- Tipologia di letto: 1 Camera Matrimoniale + 1 Divano letto (zona living)
- Categorie: rooms
- Servizi: Air Conditioning, Bathroom Essentials, Bedroom Comforts, Flatscreen TV, Heating, WiFi
Prezzo: €183 per 1 notti
Acquaduci Plus
- Ospiti: 4
- Dimensione: 80m²
- Vista: Terrazza con vista sul mare
- Tipologia di letto: letto matrimoniale king + letto matrimoniale
- Categorie: rooms
- Servizi: Air Conditioning, Bathroom Essentials, Bedroom Comforts, Car Parking, Flatscreen TV, Heating, WiFi
Prezzo: €250 per 1 notti








































